È stata presentata giovedì sera la Lettera di Natale 2020 “Messale, mensale, culla” di mons. Giuseppe Giudice. Ad accogliere il momento di riflessione e spiritualità è stata la Basilica pontificia di Maria SS.ma di Materdomini a Nocera Superiore. Un momento semplice, di famiglia, nel rispetto delle disposizioni normative anti contagio e diffusione del Covid-19. Un incontro scandito dai passaggi della Lettera, dalla meditazione del Vescovo e dai canti della tradizione magistralmente eseguiti dai maestri padre Francesco Maria Rea (voce), Alfonso Dolgetta (organo) e Andrea Donadio (organo).

Come si evince dal titolo, sono tre i protagonisti della Lettera di Natale 2020: il Messale, il mensale e la culla. Questi tre doni, tenuti insieme, sono la chiave per comprendere il senso autentico della vita.

Sfogliando il Messale alle pagine del Natale, il Vescovo sottolinea nella Lettera – ma lo ha fatto anche per le disposizioni per le celebrazioni natalizie –  che la solenne Messa di Natale è, per così dire, spezzettata in quattro Messe o quattro momenti di un unico cammino verso la luce di Betlemme. La Messa è come un pezzo di pane – Betlemme è casa del pane! – offerto ai figli in ore e momenti diversi, per farli crescere, alla mensa di Dio, nel gusto della vita e della fede.

Sono dieci anni che il Vescovo propone l’appuntamento con la Lettera di Natale. La prima, Natale 2011, fu Prisco e il filo della gioia. Un bambino, Prisco, che ritornerà spesso nelle lettere di Natale, sia come protagonista che come riferimento nel titolo. Nel 2012 fu Una gioia grandissima – Scrivo a te, giovane Prisco. Nel 2013 Prisco in famiglia. L’asino e il bue. Dialogo nella Notte Santa. Sono solo alcuni esempi.

In questi dieci anni il Vescovo ha trattato il tema della famiglia, della fanciullezza, della disabilità, della sanità. Lo scorso anno la bella e significativa Tin Tin Tin… è Natale, che accompagnata dalle fotografie di Salvatore Alfano traeva spunto dalle storie della Terapia intensiva neonatale dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore.

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