Il Signore mandò il profeta Natan a Davide, e Natan andò da lui e gli disse: “Due uomini erano nella stessa città, uno ricco e l’altro povero. Il ricco aveva bestiame minuto e grosso in gran numero, mentre il povero non aveva nulla, se non una sola pecorella piccina, che egli aveva comprato. Essa era vissuta e cresciuta insieme con lui e con i figli, mangiando del suo pane, bevendo alla sua coppa e dormendo sul suo seno. Era per lui come una figlia. Un viandante arrivò dall’uomo ricco e questi, evitando di prendere dal suo bestiame minuto e grosso quanto era da servire al viaggiatore che era venuto da lui, prese la pecorella di quell’uomo povero e la servì all’uomo che era venuto da lui”.

Davide si adirò contro quell’uomo e disse a Natan: “Per la vita del Signore, chi ha fatto questo è degno di morte. Pagherà quattro volte il valore della pecora, per aver fatto una tal cosa e non averla evitata”. Allora Natan disse a Davide: “Tu sei quell’uomo! Così dice il Signore, Dio d’Israele: “Io ti ho unto re d’Israele e ti ho liberato dalle mani di Saul, ti ho dato la casa del tuo padrone e ho messo nelle tue braccia le donne del tuo padrone, ti ho dato la casa d’Israele e di Giuda e, se questo fosse troppo poco, io vi aggiungerei anche altro. Perché dunque hai disprezzato la parola del Signore, facendo ciò che è male ai suoi occhi? Tu hai colpito di spada Uria l’Ittita, hai preso in moglie la moglie sua e lo hai ucciso con la spada degli Ammoniti. Ebbene, la spada non si allontanerà mai dalla tua casa, poiché tu mi hai disprezzato e hai preso in moglie la moglie di Uria l’Ittita”. Così dice il Signore: «Ecco, io sto per suscitare contro di te il male dalla tua stessa casa; prenderò le tue mogli sotto i tuoi occhi per darle a un altro, che giacerà con loro alla luce di questo sole. Poiché tu l’hai fatto in segreto, ma io farò questo davanti a tutto Israele e alla luce del sole»”.

Allora Davide disse a Natan: “Ho peccato contro il Signore!”. Natan rispose a Davide: “Il Signore ha rimosso il tuo peccato: tu non morirai. (2Sam 12, 1-13).

Carissimi,

per il tempo di Quaresima, tempo prezioso che ci prepara alla stagione della Pasqua, invito a leggere ed approfondire il testo in cui il profeta Natan aiuta Davide a prendere coscienza del proprio peccato.
È una pagina drammatica, la cui lettura può farci bene, aiutarci, per evitare che la Quaresima e la Pasqua, ancora una volta, ci scivolino addosso come acqua sull’impermeabile.
Pagina forte, ma di una squisita finezza pedagogica.

Il profeta Natan, nascondendo la lama della verità nel guanto della parabola, aiuta Davide a prendere coscienza del proprio peccato, passando dall’indignazione al dolore per il peccato commesso.
Il profeta prepara l’uditore con finezza psicologica e, al momento giusto, affonda la lama nella carne viva dicendo: Tu sei quell’uomo!

Abbiamo bisogno anche noi di un profeta che ci aiuti a prendere coscienza delle nostre colpe, evitando così di indignarci solo per il peccato dell’altro, ritenendoci sempre e solo innocenti.
La conversione, preludio pasquale, comincia quando io riconosco come Davide il mio peccato.

Allora Davide disse a Natan: Ho peccato contro il Signore!

Solo recuperando un vero rapporto personale con Dio, si può riconoscere il proprio peccato ed iniziare il tempo quaresimale della conversione, che non sempre coincide con la sola confessione delle colpe.
Permettiamo alla Chiesa, in questo tempo di Quaresima, attraverso un vero padre spirituale, di essere come il dito di Natan puntato verso di noi per confessare come San Paolo: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io (cf. 1Tm 1, 15).
Immergiamoci con piena coscienza nel salmo del Miserere (Sal 51) per poter poi intonare il canto dell’Alleluia, l’inno dei redenti.
È questa la Pasqua che il mondo attende!

Ci aiuti la parola di Sant’Agostino: “Se hai sentito un insulto, è come il vento; se sei adirato, ecco la tempesta. Se quindi soffia il vento e sorge la tempesta, corre pericolo la nave, corre pericolo il tuo cuore ed è agitato.
All’udire l’insulto tu desideri vendicarti: ed ecco ti sei vendicato e, godendo del male altrui, hai fatto naufragio.
E perché? Perché in te dorme Cristo. Che vuol dire: In te dorme Cristo? Ti sei dimenticato di Cristo. Risveglia dunque Cristo, ricordati di Cristo, sia desto in te Cristo: considera Lui” (S. Agostino, Discorsi, 63, 3).

Tu sei quell’uomo!

Risveglia in te Cristo!

E sarà Pasqua anche per te!

Vi benedico

Nocera Inferiore, 22 febbraio 2020
Cattedra di San Pietro

+ Giuseppe, Vescovo

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