Il martedì è il giorno in cui la settimana lavorativa entra nel vivo. È il momento in cui il pane quotidiano, guadagnato con il sudore della fronte, torna a scandire i ritmi delle nostre case, delle mense scolastiche e aziendali, dei luoghi di sofferenza o di gioco. Eppure, proprio in questa apparente normalità, le parole che il nostro Vescovo Giuseppe Giudice ha rivolto alla Chiesa di Nocera Inferiore-Sarno ci invitano a fermarci e a guardare quel pezzo di pane con occhi del tutto nuovi.
Il miracolo delle quattro stagioni
Il Vescovo ci ha ricordato che il grano è una pianticella tenera che impegna tutte e quattro le stagioni. Cova d’autunno e d’inverno nel grembo della terra, sbotta a primavera e matura sotto i baci infuocati dell’estate. In quel piccolo chicco che muore e risorge, c’è lo scintillio della brina, il profumo dei fiordalisi, il canto dei mietitori e la carezza di una mamma che impasta.
Tutto questo si riassume nell’Ostia Santa che ogni domenica sta dinanzi a noi sull’altare. Un’ostia umile e cheta che racchiude la promessa del Maestro: “Sarò sempre con voi, tutti i giorni”.
Un contrasto che interroga il cuore
L’omelia del Vescovo scuote la nostra coscienza di fronte a un paradosso moderno: mentre il pane è la consolazione più grande per chi ha vissuto i tempi neri della guerra e della carestia, oggi lo troviamo troppo spesso abbandonato nei cassonetti dell’immondizia. È il riflesso di un mondo distratto che calpesta e getta via la vita stessa.
Contro questa cultura dello scarto, la parrocchia si erge come quella “casa del borgo” dove c’è una porta che ognuno può spingere senza prima bussare. Lì ci attende quel Pane di vigile amicizia, pronto a saziarci senza chiedere denaro, autorizzandoci a tornare ogni volta che la fame di senso si fa sentire.
Diventare “Pane Buono” nelle strade della vita
L’Eucaristia non è da guardare e basta: va assimilata per essere ridonata. Il Vescovo Giuseppe ci traccia una vera e propria mappa per la settimana, chiedendoci di trasformare quel Pane in gesti evangelici:
- Nelle famiglie: Ringraziamo chi educa i piccoli al sapore delle cose di Dio e sosteniamo le coppie cristiane affinché diventino “pane buono” nella quotidianità.
- Verso i malati: Riprendiamo la strada verso le case di chi soffre, portando il farmaco dell’immortalità.
- Verso i giovani e i lavoratori: Mostriamo loro la bellezza della Messa domenicale, l’unico orizzonte capace di non farci crescere “frantumati”.
Dinanzi all’Ostia consacrata riconosciamo la nostra piccolezza: siamo frammenti indifesi, eppure capaci di contenere il cuore stesso di Dio. Da qui parte e qui ritorna la nostra pastorale, camminando per le strade del mondo.
Come nuovi missionari eucaristici, in questo martedì ripetiamo con forza la preghiera degli Apostoli: Signore, dacci sempre questo pane! E, guidati da Maria, Donna Eucaristica, sussurriamo: “Resta con noi, perché si fa sera”.