Con una partecipazione numerosa e sentita, da parte dei sacerdoti della forania della Diocesi, dei fedeli e delle Autorità intervenute, martedì scorso 5 luglio, in occasione del 10° Anniversario dell’ordinazione sacerdotale di don Giuseppe Perano, si è tenuta la Solenne Celebrazione Eucaristica officiata da Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Giuseppe Giudice.

Erano presenti il vice sindaco e il presidente del consiglio comunale di Nocera Superiore, il vice sindaco della città di Sarno, padre Igor Stus, cappellano degli ucraini-cattolici di rito bizantino e il rettore del Seminario di Kiev, l’associazione dei Carabinieri in congedo e la Croce Azzurra per il supporto logistico-sanitario e tutti gruppi parrocchiali nonché una rappresentanza della comunità Parrocchiale di S. Alfredo di Sarno.

Con l’introduzione dei bei versi di Trilussa, che riportiamo di seguito, il Vescovo della Diocesi di Nocera-Sarno ha sottolineato, durante l’omelia, il suo pensiero sulla fede, ricordandoci che la fede sempre ci deve guidare nel cammino della nostra vita perché senza la fede noi siamo ciechi, siamo nel buio. La fede è la nostra luce che illumina e rischiara le nostre coscienze e ci aiuta nelle scelte importanti nella nostra vita. Senza la fede non si può comprendere il sacerdozio e la vita dei credenti:

Quella vecchietta cieca, che incontrai
la notte che me spersi in mezzo ar bosco,
me disse: – Se la strada nun la sai,
te ciaccompagno io, ché la conosco -.
Se ciai la forza de venimme appresso,
de tanto in tanto te darò ‘na voce,
fino là in fonno, dove c’è un cipresso,
fino là in cima, dove c’è la Croce…
Io risposi: – Sarà … ma trovo strano
che me possa guidà chi nun ce vede … -.
La cieca allora me pijò la mano
e sospirò: – Cammina! – Era la Fede.

Mons. Giuseppe Giudice, rivolgendo un pensiero a quanti soffrono, ha voluto ricordare la tragedia della Marmolada, la tragedia della guerra in Ucraina e di tutte le guerre sparse nel mondo, la tragedia della pandemia ancora in atto, tutti motivi per abbatterci. Ma con la fede, che ci dà la forza, si può guardare avanti richiamando i fedeli a non costruirsi Dio a proprio piacimento e a formare comunità fatte di collaboratori e non di divisioni.

Nel discorso di ringraziamento, don Giuseppe ha voluto ripercorrere le tappe del suo sacerdozio quando 10 anni fa, attraverso le mani del Vescovo, ottenne questo “dono” realizzando il desiderio avuto fin da bambino; quello di diventare sacerdote. La paternità che il Vescovo gli ha sempre dimostrato è stata ragione di obbedienza e di rispetto e il vivo ringraziamento a nostro Signore che non gli ha fatto perdere l’entusiasmo di essere suo Servo e ancor di più la gioia di esserlo.

Inoltre, don Giuseppe ha ricordato l’esperienza dell’accoglienza nei confronti dei rifugiati Ucraini fatta in particolare con don Enzo e con tutti i sacerdoti ed ha voluto rivolgere un pensiero alla propria famiglia ed al nonno Giuseppe che dal Cielo lo guarda gioioso. In conclusione, don Giuseppe ha dedicato un caloroso ringraziamento a tutta la Comunità di San Michele che in questi anni gli è stata vicino chiedendo di pregare per le vocazioni.

Al termine della Solenne Celebrazione vi è stato un momento di festa con la Comunità e i giovani dell’Oratorio intrattenendo i presenti con un buffet e della musica.

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