Carissimi,

il 21 giugno inizia ufficialmente il tempo dell’estate e cominciamo a chiedere: dove andrai in vacanza? Ad essere sinceri, per tanti motivi, a tanti questa domanda rimane soffocata in gola; ormai, come per tante altre cose, c’è una profonda disparità: pochi sono sempre in vacanza, mentre molti non sanno nemmeno cos’è una giornata di riposo o di vacanza.

Come Chiesa, noi stiamo con i molti, e non volgiamo omologarci al pensiero comune ed entrare nella dittatura delle vacanze a tutti i costi. Ma sappiamo bene, per cultura e tradizione, l’importanza del riposo, della sosta, del tempo sabbatico e alternativo.

Ci sono vacanze e vacanze, riposo e riposo! Importante è il riposo, non il dolce far niente; esso ha per noi una valenza diversa e non può essere un motivo per fare debiti o aumentare lo stress, quasi che tornado dalle ferie si ha poi bisogno di un altro periodo di riposo. Il riposo è anche un fatto culturale, di abitudine, di tradizione, di stile e riposarsi è innanzitutto fermarsi, cambiare un po’ attività, leggere, acculturarsi o mettersi dinanzi al Signore e non nella folla della fabbrica delle vacanze.

Incoraggio tutte le iniziative delle nostre parrocchie – grest, campi scuola, estate insieme – che sono una ricchezza e una grande opportunità per le famiglie e per incentivare il volontariato, fosse anche per pochi giorni e ore.

Che servizio stupendo all’educazione e alla formazione!

Queste attività innanzitutto ricordano che i nostri ambienti non seguono il calendario scolastico e non chiudono con la scuola, anzi aprono e si allargano sempre più, perché tenuti insieme dai giorni dell’Anno Liturgico.

Che ricchezza e che deterrente contro le chiacchiere e l’immobilismo, in quelle parrocchie e aggregazioni dove si trova tempo, spazio e fantasia, non solo per i bambini e i ragazzi, ma per le famiglie, perché per la crescita integrale di un piccolo, tutti i grandi sono impegnati ed anche l’anziano riscopre il suo ruolo e la sua giovinezza.

Se come Diocesi riuscissimo ogni anno a dare un tema comune, declinato dalla nostra fantasia, potrebbe essere un bel filo per mettere insieme le nostre variegate realtà.

Coraggio, allora, è tempo di gruppi estivi (grest); oratori in piazza; estate insieme; campi scuola; parrocchie aperte e quanto la fantasia suggerisce per vivere con gioia il tempo estate ecclesiale.

Ecco, il mio invito e la proposta per chi mi chiede dove andare in vacanza.

Mi riposo – potreste rispondere – dando gratuitamente una mano a queste realtà e vivendo la mia vacanza al servizio degli altri.

Ci annoieremo di meno, ci stancheremo un po’, ma ci abbronzeremo al sole della carità, usando la crema dell’umiltà e del servizio, che rende belli e simpatici.

Allora… buona estate!
E… state insieme.
E… state gioiosi.
E… state felici.
E… state attenti.
E… state freschi.
E… state in missione.
E… state buoni, se potete!

Buone Vacanze!

+ Giuseppe, vescovo

Nocera Inferiore, 21 giugno 2017

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