Quest’anno mi perdonerete se ho pensato di scrivere, come omelia,  una lettera a Gesù Bambino.

Caro Gesù Bambino, questa notte ognuno di noi ha lasciato la propria casa ed è venuto qui in Chiesa per rivivere nella fede il mistero della tua nascita, del tuo Natale. Potrebbe sembrarti strano che quest’anno abbia pensato di scriverti una lettera, ma da più giorni questa esigenza bussa al mio cuore. Ci ho pensato più volte, mi sono fatto coraggio e ho iniziato a scrivere. Forse con la nuova tecnologia la lettera può sembrare qualcosa di superato, ma di certo è il modo più semplice e bello per dire ad una persona tutto quello che pensi.

Caro Bambino Gesù, prima di tutto volevo dirti “Grazie” perché mi fai vivere questo quarto Natale con questa bella comunità che è la mia sposa ed è il segno più bello e concreto del tuo amore per me. Tre anni fa me l’ha affidata e con tutti i miei limiti cerco di servirla fedelmente. Ti chiedo perdono se non sempre riesco a farlo. Se non sempre il battito del mio cuore è ritmato sul Tuo. Ti prego per questa comunità, “custodiscila dal maligno” perché sia sempre una casa accogliente, un luogo di ristoro per l’anima. Aiuta tutti i miei collaboratori ad essere “servi” e non “padroni” di quello che gli viene affidato, perché attorno a noi si respiri il profumo dell’accoglienza, della fraternità e perché ogni giorno possa essere Natale. Chi ti scrive Tu lo conosci bene: è un tuo figlio, amato da te di un amore particolare, speciale e attraverso il dono del sacerdozio lo hai reso un canale della Tua grazia. Bambino Gesù, tu lo sai che non sempre è facile essere prete. Quante notti insonni per il peso delle responsabilità, delle scelte da fare, dei consigli da dare.., per il peso delle mortificazioni. In questa notte di Natale voglio racchiudere tutto quanto nel Tuo cuore perché so che Tu mi sei sempre vicino e per questo io sono sereno.

«Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».

 

Caro Gesù Bambino, in questa notte santissima, dopo aver ascoltato le parole dell’angelo ai pastori vogliamo andare con il cuore alla Grotta di Betlemme, ci vogliamo mettere in ginocchio davanti a Te e con lo stupore dei pastori vogliamo riconoscerTi in quel segno povero del presepe. Signore Tu non finisci mai di stupirci. Nel mistero del tuo Natale dai a noi la più bella lezione di umiltà. Quanto abbiamo da imparare da te. Ci ami talmente tanto che ti abbassi, ti fai bambino perché ogni uomo non possa mai sentirsi tanto piccolo da non poterti abbracciare.

Caro Gesù Bambino, anche questo Natale è bagnato dal sangue delle guerre e del terrorismo. Ti voglio pregare per tutte le vittime dell’attentato terroristico di Berlino, per le famiglie e le vittime, per le menti e gli esecutori di questo atto disumano perché tu Signore Gesù possa fare a loro il dono della pace vera che trasforma la vita.

Caro Gesù Bambino, ci accorgiamo che senza di te siamo immersi nelle tenebre. Nella Messa della Notte di Natale il Profeta Isaia ci ha ricorda che “il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce”. Signore Gesù quella luce sei Tu, ma noi uomini preferiamo la mediocrità, le tenebre. Che la mia vita non sia mai mediocre, che non scelga mai la via più semplice e più comoda, che non scelga mai le tenebre alla tua luce.

Caro Gesù Bambino, in questa notte voglio dar voce a tutti coloro che mi sono affidati, te li voglio affidare:

Ti affido tutte le famiglie della parrocchia. Quante difficoltà sperimentano ogni giorno; Gesù aiutale a guardare alla tua famiglia perché lo scoraggiamento non prenda il sopravvento e li porti lontano da te.

Ti affido i nostri fratelli e sorelle ammalati, che dal letto della sofferenza molte volte bestemmiano la vita perché non possono più fare le cose di prima; Gesù aiutali a capire che con Te anche quella sofferenza ha un senso.

Ti affido tutti i bambini, essi sono il segno della speranza e di un mondo nuovo; fa che nel cammino della loro vita possano trovare uomini e donne capaci di trasmettere il loro amore per Te.

Ti affido i giovani che vivono la stagione più bella e delicata della loro vita; molti sono lontani da te perché si sono lasciati attrarre dal mondo; aiutali a scoprire che la loro vita ha senso pieno solo se è radicata in Te.

Ti affido chi ha perso il lavoro, una persona cara, un’amicizia e in questo momento non sente la gioia del Natale perché ha morte nel cuore; aiutali a scoprire che la notte non è così lunga e che la luce del tuo amore cura e guarisce ogni ferita.

Caro Gesù Bambino, permettimi di chiederti un regalo per questo Natale. Vorrei chiedere una scintilla del tuo amore per accendere nel cuore di tutti coloro che questa notte sono qui, il fuoco del tuo amore. Nel Natale tu ci vieni a ricordare che l’amore si fa  dono; che le distanze tra noi e te non esistono più. Che l’odio viene disarmato dall’amore.

Caro Gesù in questo Natale possa trovare la tua culla nel mio cuore e nel cuore di tutti quelli che mi sono affidati. Permettimi ancora di fare gli auguri alla mia comunità affinchè guidata da me “non si stanchi mai di fare il bene” che tu le chiedi.

Auguri di un Santo natale,

+don Giuseppe!

Un pensiero su “Omelia della notte di Natale 2016”
  1. Grazie per questa splendida e sentita omelia, spero che gli auguri vadano anche per me che appartengo ad un’ altra parrocchia. Leggendo ho compreso maggiormente il cuore è l’ amore di padre Giuseppe per le persone affidate a lui dal Signore. Auguro a padre Giuseppe tanta crescita spirituale come lui desidera .

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