Il cuore del Vaticano è tornato a brillare. Ieri pomeriggio, 15 dicembre, Piazza San Pietro si è vestita a festa con l’inaugurazione ufficiale del Presepe e l’accensione del maestoso Albero di Natale. È un momento che ogni anno incanta pellegrini e turisti, ma quest’anno il messaggio di speranza sembra risuonare con una forza particolare.
Un Presepe che parla di storia e di musica
Il presepe di quest’anno è un omaggio alla terra campana, donato dalla Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno. Intitolato “Tu scendi dalle stelle”, l’allestimento è un viaggio nell’architettura dell’Agro Nocerino-Sarnese.
Mentre lo osservi, puoi scorgere il Battistero di Santa Maria Maggiore di Nocera Superiore e la fontana Helvius. Non è solo una rappresentazione sacra, ma un tributo a Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, che proprio contemplando il mistero della nascita di Gesù compose il canto natalizio più amato d’Italia. Come ha ricordato suor Raffaella Petrini durante la cerimonia, questo presepe vuole “toccare i cuori” e manifestare la tenerezza di Dio che entra nella storia umana con la forza disarmante dell’amore.
Un gigante di luce dalla Val d’Ultimo
Accanto alla Natività svetta l’Albero di Natale: un abete rosso imponente, alto 25 metri e pesante 80 quintali, arrivato dai boschi della Val d’Ultimo (Provincia di Bolzano). Donato dai comuni di Lagundo e Ultimo, l’albero è stato illuminato con centinaia di luci cangianti che squarciano l’oscurità del crepuscolo romano.
Monsignor Ivo Muser ha spiegato che la luce di questo albero è una promessa: la presenza di Dio non ci abbandona mai, neanche nei momenti più bui.
Verso la chiusura del Giubileo e oltre
L’inaugurazione di quest’anno è particolarmente simbolica. Arriva a circa tre settimane dalla conclusione del Giubileo 2025 e apre le porte alle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi (il “padre” del primo presepe a Greccio).
È un invito per tutti noi: non allestiamo il presepe per abitudine o per estetica, ma per ritrovare la rotta in un mondo spesso tempestoso. Se vi trovate a Roma in questi giorni, fate un salto in Piazza San Pietro: lasciatevi avvolgere dal profumo del legno dell’Alto Adige e dalla melodia silenziosa che sale dalle figure campane.
Curiosità per il futuro: Durante la cerimonia è stato già annunciato che il presepe del 2026 arriverà dall’Abruzzo (Atessa), mentre l’albero sarà donato dalla Basilicata (Terranova di Pollino).
E voi, avete già fatto il vostro presepe? Quale tradizione portate nel cuore?